E' il viaggio a costituire il centro intorno al quale ruota il mondo di Francesca Villa , una vera passione, un veicolo di piacere ma soprattutto di crescita: “Ogni viaggio è un’addizione”, scrive Marcel Proust in quella straordinaria metafora del viaggio costituita dalla “Recherche du Temps Perdue”. Partire implica, per Francesca, rimettere in discussione la propria identità, tendere allo sconosciuto per sostituire i posti familiari dell’anima con nuovi, disorientanti orizzonti. Volti, immagini, sapori, suoni, se oggetto della nostra osservazione, compenetrano indelebilmente la nostra memoria e la stratificano proprio attraverso un’addizione.

Una lettera d’amore, una miniatura di un gioco americano degli anni ’30, delle boules cinesi ottocentesche, un antico bottone francese: ritrovati nei propri cassetti o scoperti presso antiquari e collezionisti specializzati durante i suoi viaggi in giro per il mondo, Francesca riconosce a questi frammenti coup de coeur di vite altrui o nostre, tutta la forza evocativa, perché un oggetto rimanda sempre a un soggetto, a noi, al nostro tempo perduto e ritrovato.

È dall’unione tra objéts trouvés e materiali preziosi, attraverso il sapiente lavoro di maestri orafi italiani, che nasce e si sviluppa il gioiello che Francesca ha ideato, connubio inaspettato tra mondi sino ad ora lontani ma dalla cui unione sboccia un oggetto irripetibile, che della propria unicità fa un valore assoluto